sabato 1 maggio 2010

PETER EISEMANN

Nel novembre del 1988 a New York si apre una mostra del titolo Deconstructivist Architecture. L' esposizione ha come grande ispiratoe Philip Johnson e come curatore Mark Wigley. La mostra è una perfetta rappresentazione di come, quando si è al centro dei sistemi mediatici della cultura, e quando si hanno argomenti, si possono influenzare gli orientamenti futiri del dibattito architettonico e di conseguenza delle opere ralizzate.
In questi anni due architetti americani, Frank Owen Gehry e Peter Eisemann, assumono una posizione fondamentale. Alle scoperte delle griglie, dello sterro archiologico, del "tra", che rappresentano delle effetive acquisizioni portanti del suo lavoro, e anche lateral, come quelle sull'algebra booleana, i frattili, o le suggestioni biologiche che avevano caratterzzato una serie di progetti alla metà degli anni ottanta, Eisemann aggiunge una nuova tecnica che permetterà una rivoluzione in architettura senza precedenti: il movimento.
Già precedentemente, alcune opere architettoniche, avevano cercato di dare inizio a questa nuova tendenza, quali ad esempio il Costruttivismo russo nel quale Tatlin dà forma a un'avvolgente struttura che gira su sè stessa, Mendelsohn, invece, costituisce una torre in cui la trasformazione dell forze gravitazionali nei campi deformati di Eistein sembra prendere consistenza plasica, ma è solo con il Bauhaus di Gropius che l'assluta evidenza di come un edificio possa essere percepibile solo attraverso il movimento diventa paradigmatica.
Il problema di come traslare il movimento in architettura rimane dopo il 1925 senza sostanziali sviluppi. Eisemann scopre una tecnica che mai ha avuto prima di lui uso in architettura. Si tratta del Blurring "sfocamento". Il movimento diventa l'ispirazione "concettuale" e allo stesso tempo "tecnica" con cui organizzare un nuovissimo modo di progetare. L'origine si trova nella pittura, in particolare modo in due esempi: in Giacomo Balla nel " Dinamismo di un cane al guinzaglio" e in Marcel Dunchamp nel "Nudo che scende le scale". Entrambe sono una serie di sovrapposizioni di figure come se ci si trovasse di fronte ad un fotogramma, soltanto che nel primo le immagini sono riprodotte con una sorta di sfocamento dell'immagine. Anche in questo caso l'architettura ha il suo punto di partenza dalla pittura, e come direbbe L'Alberti si privileggerebbe la supremazia del pittore sull'architetto, basti pensare all'architettura prospettica del Borromini la quale è nata dalle rappresentazoni pittoriche del tempio di Giotto.
La prima apparizione del Blurring è la casa Guardiola, una casa unifamigliare redatta nel 1988. Eisemann disegna la casa sul mivimento ondulatorio di una "L". Le geometrie che ne derivano, vibrano, dondolano, ruotano una sull'altra in pianta, sezione ed alzato. Questi spazi si vengono a generare mediante incastro, la sottrazione e l'intersezione di spazi.

L'edificio che senza dubbio rappresenta il punto di arrivo di questo programma è l'ampliamento dell'università di Cincinnati. Presente è il principio del Between, ossia la costruzione dello spazio tra le cose, ma l'idea base è quella che è stata iniziata nella casa Guardiola. Il progetto doveva rispondere a una doppia esigenza: riorganizzare gli spazi della facoltà esistente e poi edificare altre attrezzature che ne raddoppiassero quasi la superficie utile. Alla struttura dell'edificio esistente, che si muove a zig zag sul terreno, viene aggiunta una struttura ad andamento ondulato che contiene le nuove attrezzature. In questo edificio nasce un modo ondulatorio doppio: uno geometrico (quello del vecchio edificio) l'altro più fluente determinato dalla curva in cui si organizzano le nuove funzioni. Queste due geometrie , giocando da incastri, sottrazioni e intersezioni reciproche dettano la conformazione dei nuovi spaz, dei volumi e delle stesse geometrie terrazzate o vegetali che si proiettano nel sito. Ogni movimento di traslazione e ondulazione delle due geometrie non solo si ripercuotono all'esterno, ma sopratutto conformano l'interno. Allo scontro asettico delle gabbie modulari di altri progetti, si sostituiscono cavi complessi, ricchi, affascinanti e nuovissimi. Vi gioca la luce che entra dll'alto, di lato, in fondo; i volumi assumono varie inclinate, i pilastri ritmano senza alcuna rigidità preconcetta i cavi. Sono spazi che danno effetivamente forma a un pensare all'architettura con una forza e una complessità finalmente adeguata ai mezzi che quati anni di fine Novecento stanno trovendo.

PERCHE' SCEGLIERE EISEMANN?
La scelta è ricaduta su Eisemann, ed in particolar modo sulla facoltà di architettura di Cincinnati, perchè quello che mi ha interessato sono due elementi che vengono sviluppati nel progetto. Il primo è l'introduzione del movimento all'interno dell'edificio. Esso, infatti, nasce proprio dal dondolio dei singoli elementi che lo formano, facendo sviluppare una serie di spazi determinati dall'incastro di tali elementi. Il secondo, invece, è la tecnica del "between", il quale permette di far sviluppare l'edificio partendo da uno spazio centrale principale al quale si innestano gli altri spazi secondari.


QUAL'E' IL BANG DEL MIO EDIFICIO?
Il mio tema è quello di sviluppare un luogo dove architettura, musica e danza si uniscono per dare vita ad un unico compesso. Per tale ragione, il bang del mio edifico è rappresentato dal teatro, il quale rappresenta il luogo dove le due discipline della danza e della musica si fondono in un unico ambiente. Questo nasce su uno spazio centrale aperto, nel quale la natura può penetrare all'interno e creare un rapporto con l'edificio.

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